UN ARTISTA IN 5 GOCCE: 5 gocce di Cosmo Laera

© Cosmo Laera - Ritratto

© Cosmo Laera – Ritratto

Buongiorno Ragazzi!!! Ho iniziato a scrivere su questo Blog a luglio dell’anno scorso e abbiamo fatto insieme l’autunno e l’inverno, intervistando gli artisti che conoscevo o mi colpivano particolarmente. Abbiamo raggiunto insieme  un bacino di followers che va dai 700 ai 1300. Ringrazio in particolar modo gli artisti che sono stati al gioco, che si sono prestati alle mie domande, a volte anche banali, perché, io credo, una mente originale risponde in maniera originale proprio alle domande più semplici, ed è così che è andata. Grazie soprattutto per la scelta di vita che hanno fatto, per il talento che ci hanno regalato attraverso le loro opere e grazie a voi ovviamente che silenti mi seguite!!! Questa sarà l’ultima intervista di questa stagione…è primavera! C’è il sole! Io ho voglia di preparare qualcosa di nuovo per le stagioni prossime e auguro qualcosa di nuovo anche a tutti voi! Vi abbraccio e  vi saluto con una ricerca attualissima che affonda le proprie radici nel linguaggio fotografico, sono onorata di presentarvi : Cosmo Laera

Alberobello 2012 #1 © Cosmo Laera

Alberobello 2012 #1 © Cosmo Laera

 1) Ciao Cosmo, ci racconti come sei diventato un fotografo?

CL: Il mio percorso è simile a  quello di tanti  altri fotografi: ho iniziato  negli anni 80, avvicinandomi alla fotografia alla ricerca di un percorso professionale e autoriale prima da autodidatta, poi attraverso corsi e workshop, con una grande passione per la pratica e la tecnica. Successivamente, quando avevo già una mia pratica professionale, è emersa la necessità di convogliare i miei interessi verso una conoscenza più diretta dei grandi protagonisti della fotografia: la voglia di imparare e conoscere dall’interno il loro mondo mi ha spinto a contattare ed incontrare tanti autori e grandi professionisti. È a loro che devo gran parte della mia preparazione, sono  loro i maestri che mi hanno trasmesso la loro esperienza, la loro energia, sono stati modelli culturali e operativi a cui ho guardato e che tutt’oggi ritengo l’unico parametro di riferimento per le mie scelte. Dal punto di vista della preparazione culturale, poiché all’epoca non esistevano delle strutture scolastiche formative per la professione, ho dovuto inventarmi una logica attraverso la frequentazione di festival, incontri ed altre occasioni formative, fino ad avviarne personalmente e ad arrivare a produrre e dirigere due decenni di festival e incontri in Puglia e in Calabria

Alberobello 2012 #2 © Cosmo Laera

Alberobello 2012 #2 © Cosmo Laera

Adesso è molto più semplice, un po’ per l’enorme facilità con cui oggi si può accedere alle immagini di tutti in tutto il mondo, sia perché è molto più semplice trovare dei percorsi formativi anche istituzionali: per esempio dal 2006  anche nelle Accademie di belle arti italiane sono stati attivati i corsi biennali specialistici di fotografia insieme a scuole private di ottimo livello che offrono importanti possibilità anche per il progetto lavorativo.

2) Cosa significa essere un artista-fotografo, che differenza c’è con i fotografi che non sono inseriti nel circuito dell’arte?

CL: Personalmente non trovo nessuna differenza tra i due settori, e nella mia esperienza ho sempre cercato di vivere la fotografia nella sua totalità. Del resto  posso affermare di aver cercato una coerenza nella stessa concezione che ho della fotografia ossia  un modo di vivere la propria vita. Certo, visto che in Italia un  fotografo artista difficilmente riesce a vivere solo del proprio lavoro creativo, oggi più che mai sono portato a lavorare su più piani, mantenendo sempre una grande attenzione sia all’aspetto più prettamente  professionale, sia verso il versante della didattica e proponendo e costruendo progetti culturali  sia con le istituzioni sia con i privati. Tornando allo specifico, posso dire con certezza che per me la fotografia è l’elemento fondamentale del mio rapporto con il mondo, un rapporto quotidiano che travalica l’idea di una definizione lavorativa, portandomi a vivere le dinamiche della fotografia nella loro interezza e complessità.

Aller-Retour.Corigliano Calabro © Cosmo Laera

Aller-Retour.Corigliano Calabro © Cosmo Laera

3) Su cosa verte la tua ricerca artistica?

CL: Ho sviluppato diverse linee di ricerca negli ultimi anni, ma dopo tante produzioni posso dire che in tutte c’è sempre un filo conduttore, un elemento comune dato dal mio perenne interesse per il paesaggio e la figura umana. Si tratta di una ricerca costante, profondamente insita nella mia dimensione quotidiana, dettata da una necessità di ricostruire e mettere ordine in una struttura visiva, in uno spazio, ma in coincidenza della presenza umana. Per le mie immagini scelgo angolazioni, luci e percorsi, mi esprimo concentrando l’attenzione sulla scena, quasi si trattasse di un episodio straordinario, mi concentro sulle relazioni, sui rapporti tra persone, sulle vicende che rendono unica ed irripetibile  la vita dell’uomo e del suo territorio. Da pochi anni sono approdato ad una visione globale, dove l’uomo e il paesaggio sono fusi l’uno nell’altro attraverso la luce, e al tempo stesso cerco di far trasparire i  sentimenti, le dinamiche emotive tra esseri viventi, gli amori e le pulsioni. Sempre attraverso la luce, simbolo e strumento proprio della vita, elemento chiave per la presenza della natura nello spazio, nella struttura scenica che ho inquadrato nell’immagine. Cerco quindi di rappresentare queste relazioni, mi approprio di una sintassi linguistica fatta di elementi molto basilari, mi approprio di strutture visive dove favorisco il legame  tra piccole cose,  dettagli,  sguardi. In fondo posso dire che si tratta di una sperimentazione continua,  la fotografia mi serve per conoscere meglio me stesso e al  tempo stesso costituisce una verifica sul mondo, mi consente di guardare le persone con cui condivido la mia esistenza, acquisendone l’immagine  tutto fa parte del progetto di vita che cerco costantemente di attuare.

Aller-Retour.Corigliano Calabro1 © Cosmo Laera

Aller-Retour.Corigliano Calabro1 © Cosmo Laera

 4) Che cosa cerchi di rappresentare in un paesaggio. E in un ritratto?

CL: Ogni paesaggio è un punto d’arrivo: mi interessa trasportare la veridicità di questa  piccola porzione dell’esistenza, questo frammento di una visione d’insieme, il momento nel corso di un percorso, e cerco di renderlo condivisibile con lo spettatore.  La luce è l’elemento fondamentale con cui trasporto le informazioni delle scene sulla superfice piana delle immagini, non è cambiato nulla in fondo da quando la fotografia è stata scoperta, è una scrittura con la luce. Cerco di ridare un sguardo che trasmetta ciò che mi ha portato a scegliere un luogo, un’angolazione  con tante informazioni, con la fotografia cerco di fare entrare lo spettatore nella mia scena, di condividere  con  chi guarda la sensazione che in me ha suscitato la materia, posso affermare che ogni paesaggio che ho ripreso è il frutto di una esperienza dei luoghi, che la sua condivisione riveste l’aspetto più complesso della procedura formale, poiché  composto di elementi della natura, di colori e di  interpretazione personali. Nel ritratto cerco di entrare nella sfera dei pensieri del mio soggetto, di svelare attraverso i suoi occhi i suoi sentimenti, i suoi ricordi e quindi punto molto sulla  sua relazione con i luoghi come ho fatto in un recente produzione di arte pubblica in cui ho realizzato ed esposto delle grandi immagini di persone che abitano in un luogo, proprio lungo il percorso delle loro abitazioni. 

Aller-Retour.Corigliano Calabro3

5) Progetti futuri? 

CL: Una svolta decisiva nel corso delle mie scelte professionali è nata dall’impegno didattico che ho con l’Accademia di Brera a Milano. A Bari, curo la direzione didattica di una scuola di fotografia privata nata da F.Project-Fiorito che per ora si propone come unica realtà nella formazione di alto profilo professionale sul territorio. Poi è appena iniziata una mia collaborazione per la direzione artistica della fotografia alla Casa Cava a Matera. Per i miei progetti di produzione personale, sono impegnato su più fronti: uno è Milano dove sto lavorando da tre anni sui luoghi del verde, sui giardini  e sui luoghi della transazione urbana e sui nuovi cantieri. Un’ esperienza che ho sentito molto e che mi ha trasmesso una forte  empatia  è stata quella di  un progetto condiviso con altri 50 fotografi sulla città dell’Aquila, una vera e propria ricostruzione dell’identità del territorio soprattutto attraverso l’esperienza del terremoto vissuta dalle persone. Poi come sempre continuo a costruire i miei percorsi di scoperta e di verifica del linguaggio fotografico, ma questa non è una novità. Ho in programma un workshop su Venezia, come città scenografica particolarmente rivolto ad un quartiere, Il Ghetto ebraico, per il prossimo 26 e 27 Aprile per il resto ti terrò informata.

LIGHTS OF THE SEA #1 © Cosmo Laera

LIGHTS OF THE SEA #1 © Cosmo Laera

 Grazie mille Cosmo per esserti raccontato a questo blog, le tue opere sono concrete e allo stesso tempo leggere, sembrano cartine geografiche emotive.

Vi Abbraccio tutti nuovamente! Ci troviamo qui per il prossimo progetto per la stagione prossima, accetto suggerimenti!

Un saluto a tutti ! Scrivetemi! Un saluto  speciale anche ad Antonella Pierno che è stata una mia Maestra durante il periodo in cui studiavo a Brera.

Daniela

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *