UN’ARTISTA IN 5 GOCCE | 5 gocce di Vania Elettra Tam

Vania Elettra Tam ph © VET

Vania Elettra Tam ph © VET

Ciao Vania!

1. Trovo che il tuo lavoro affondi le proprie radici nell’illustrazione. Ci spieghi perché l’illustrazione è un’arte e come si inserisce nel panorama contemporaneo artistico?

Ciao Daniela, sì, l’illustrazione è stata per me una passione fin dalla più tenera infanzia, infatti ho dimostrato già nei miei primi anni di vita una particolare predisposizione per il disegno e una certa sensibilità verso il racconto elaborato attraverso le immagini. L’illustrazione è un mezzo di comunicazione immediato che riesce a condensare i contenuti di lunghi testi scritti e di ragionamenti articolati. Rimane una semplice illustrazione quando nasce in seguito ad indicazioni altrui e non dalla volontà dell’autore, ma può diventare arte quando smette di dare risposte certe, quando insinua nell’osservatore il dubbio e diventa enigmatica. L’arte del ventesimo secolo annovera celebri illustratori, tutti sanno che Andy Warhol esordì come tale, così come Depero e che persino Marcel Duchamp si espresse anche come vignettista. Nel contemporaneo basti pensare a Yoshitomo Nara e Takashi Murakami, e in Italia la lista è lunghissima…d’altra parte siamo cresciuti a cartoni animati e fumetti.

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…Conoscendo Paolo Ceribelli

Paolo Ceribelli e T. ph © Daniela Cavallo 2013

Paolo Ceribelli e T.F. ph © Daniela Cavallo

Ciao Ragazzi ! Oggi vi presento Paolo Ceribelli: un artista onesto e un amico a me caro. È un ragazzo molto schietto ma…eccolo a voi nell’intervista nella quale è intervenuto qualche volta anche Tommi F. che è il suo primo assistente e “grillo parlante”.

Paolo, parli spesso di semplicità, come si traduce questo valore nella tua vita e nell’arte?

PC: È per me l’arte e trovo sia un valore a cui non si può rinunciare.

Bene, cosa auspichi per i giovani artisti italiani?

PC: Auspico a tutti e a nessuno di non essere giovani artisti a 35 anni, del resto siamo il popolo che si stacca dalla “tetta”  della mamma il più tardi possibile. 

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Un Progetto in tre parole: Progetto Iris | con Martina Cavallarin

Martina Cavallarin

Martina Cavallarin ph © Daniela Cavallo

 

Buongiorno a tutti Ragazzi!

Qualche settimana fa, mi son ritrovata alla Fabbrica del Vapore a seguire una conferenza organizzata dall’associazione d’arte contemporanea scatolabianca, all’interno del Progetto Iris.

Penso-  finalmente qualche progetto che affonda le radici nell’arte contemporanea che viene sostenuto dal Comune di Milano!E allora ho deciso di intervistare la curatrice e promotrice del progetto: Martina Cavallarin.

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Nuova Stella a 5 punte: Monnalisa Bracchi

Ritratto © Monnalisa Bracchi

Ritratto © Monnalisa Bracchi

Ciao Ragazzi!

Avete passato un Buon Natale?

Bene! Oggi conoscerete Monnalisa, sta finendo i suoi studi di grafica ad Urbino e anche lei ha fatto Brera. Io trovo che non ci sia niente di più commovente al mondo di ascoltare qualcuno che parla della propria passione con entusiasmo, come quando vi raccontano di una ricetta ben riuscita oppure qualche amica vi descrive il suo nuovo fidanzato…a volte capita anche agli artisti, quando parlano della propria arte e, Monnalisa è una di loro, vi sedurrà con il suo amato inchiostro…ma eccola:

Studio 3, © Monnalisa Bracchi

Studio 3, © Monnalisa Bracchi

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UN’ ARTISTA IN CINQUE GOCCE | 5 gocce di Giorgia Beltrami

© Giorgia Beltrami ph-

© Giorgia Beltrami ph-Ritratto

 

1. Giorgia, ciao! Hai appena fatto una mostra titolata “Il pensiero naturale”su cosa si basa il…concept dei tuoi lavori, puoi spiegare agli amici del Blog qualcosa su questa tua nuova serie?
GB: Il pensiero naturale, o dove va naturalmente il mio pensiero, è:  lo sviluppo del mio percorso creativo.

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UN ARTISTA IN CINQUE GOCCE | 5 gocce di Giovanni Gaggia

Rimango sempre molto colpita dalle collaborazioni tra artisti, le trovo eccitanti e miracolose… due personalità ed universi paralleli lontani e diversi che trovano il modo di dialogare ed esprimere qualcosa di nuovo e  originale, come ha dimostrato qualche mese fa la performance di  M.Abramovic e Lady Gaga.

 Certo, si tratta anche di grandiose operazioni di mercato, ma c’è dell’altro nell’esperienza della “collaborazione” tra artisti, 
una “sintesi” che propone con linguaggi diversi ma “confluenti” un prodotto artistico che non coincide con la pura somma di tecniche proprie dei diversi ambiti artistici, ma è il risultato  della loro “combinazione ” creativa.
  Io vi racconterò una collaborazione tutta italiana, molto poetica, quella dell’artista Giovanni Gaggia che ha  collaborato durante la performance “La Processione di Carletto” con Simona Bramati e Michele Mariano attraverso una performance  che verte sull’atto del cucire.

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…Conoscendo Simona Bramati

Ho conosciuto Simona qualche anno fa, ci siamo subito piaciute!  Abbiamo avuto solo una volta un piccolo “scazzo”… eravamo ad una festa, lei era venuta a Milano dalle Marche e io mi ero persa in quella festa…mi ero persa lei! Ero troppo sul “pezzo” dell’artista che va alle feste a recitare il solito decadente teatrino! Meno male che ora sono “fuori dal tunnel”! E posso riprendermi ciò che amo e sopratutto non mi perdo più gli amici alle feste! Iniziamo subito dal  lavoro di Simona…vi stupirà per la sua innata e sintetica: intensità:

Ritratto Simona Bramati © ph Daniela Cavallo

Ritratto Simona Bramati © ph Daniela Cavallo

Ciao Simona! Tu utilizzi vari linguaggi, dalla pittura  alla performance, proprio di quest’ultima tua esperienza vorrei parlare : ci racconti  brevemente che cos’è la performance”La Processione di Carletto” ?

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…Conoscendo Madhavananda

Buongiorno Ragazzi!!!

Io ho avuto un’ educazione cattolica, ma non ho nessuno Credo. Detto questo, mi sento comunque una persona con una sua religiosità. In via Valpetrosa a Milano, in una traversa nascosta di Via Torino c’è un ristorante gestito dagli Hare Krishna. Mi ha sempre colpito l’aspetto della cura nella presentazione del cibo, la gentilezza nel servire e il nome del cuoco: Madhavananda. Una volta scoperto che lo chef in questione aveva fatto l’Accademia d’Arte, non potevo non intervistarlo, c’erano tutti gli elementi che cercavo: cura del cibo e tensione verso la bellezza. C’è chi dedica le  poesie o le canzoni alle persone care, io invece dedico quest’intervista alla mia amica Roberta.

Ma conosciamo meglio Madhavananda :

© ph Daniela Cavallo

Lo chef Madhavananda © ph Daniela Cavallo

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Conoscendo Mona Lisa Tina…

 

©Mona Lisa Tina

©Mona Lisa Tina

Ciao Mona Lisa, spiegheresti agli amici del nostro blog che cos’è la performance nell’arte contemporanea e come ti poni rispetto al teatro ( che differenza c’è tra un attore e un performer, aiutaci a capirlo)?

Ciao Daniela, ti rispondo con piacere. Il linguaggio della Performance Art è una modalità espressiva le cui origini sono da ricercare all’interno di quel fenomeno artistico chiamato Body Art, anche se non esiste una data precisa che attesti la sua nascita. Sappiamo infatti che le manifestazioni legate a questa sensibilità, che utilizza e sfrutta tutte le possibilità espressive del corpo, nascono dal superamento di alcuni dati acquisiti dalle avanguardie artistiche, come il Dadaismo e il fenomeno Fluxus, considerati dagli storici come i movimenti precursori di tale linguaggio. Di certo, siamo tutti d’accordo nel definire ipoteticamente l’autonomia del linguaggio performativo dalla fine degli anni Sessanta in poi, sia in Europa, sia in California. Da quegli anni ad oggi, il linguaggio performativo ha cambiato veste con molta flessibilità, integrando ed elaborando il carattere socio-culturale del contesto in analisi, adeguandolo ogni volta alla sensibilità creativa del singolo artista. Rispondendo però alla tua domanda, credo che la performance sia una costruzione fisica e mentale nella quale l’artista si pone davanti al pubblico.

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