Conoscendo Chiara Canali…

Buongiorno Ragazzi !

Cominciamo subito questo mercoledì con l’intervista a Chiara Canali!

(Mi son permessa di sottolineare qualche frase).

Ciao Chiara, ci spieghi qual è la tua figura professionale ?

Ciao Daniela, da circa una decina d’anni svolgo la professione di critica d’arte e curatrice indipendente e collaboro con l’Associazione Culturale Art Company di Milano nell’ideazione e curatela di progetti di arte contemporanea.

Mi piace definirmi una “talent scout” di giovani artisti e devo dire che, guardando indietro alle mie scoperte degli ultimi anni e alle carriere intraprese poi dagli artisti della mia scuderia, penso di avere avuto “fiuto”.

Con quali altre figure professionali ti devi rapportare?

Sono tante le figure con le quali mi devo rapportare quotidianamente, dagli addetti ai lavori come artisti, galleristi, critici d’arte, collezionisti, alle figure istituzionali che mi permettono di realizzare eventi culturali, come Assessori alla Cultura, funzionari comunali ecc… Dai fornitori della produzione, come editori, assicuratori e trasportatori fino a figure provenienti dai più disparati ambiti professionali, come per esempio marketing manager e responsabili della comunicazione di aziende che credono in un progetto artistico e ne rendono possibile la loro realizzazione.

ChiaraCanali ©phDaniela Cavallo

ChiaraCanali ©phDaniela Cavallo

Hai conosciuto tantissimi Artisti, Collezionisti, Critici e Galleristi… Mi scrivi un aggettivo per ognuna di queste categorie?

Artisti: visionari cronici

Collezionisti: instancabili bulimici

Critici: costruttori di idee

Galleristi: appassionati e mecenati

Mi colpisce di più di tutte le definizioni, quella che hai dato ai collezionisti, magari faremo un post solo su quest’argomento in futuro; ma andiamo avanti…Chiara, che cos’è per te l’arte?

L’Arte è una passione, uno stile di vita e, anche e naturalmente, una professione.

Mi nutro di arte sia interiormente che fisicamente (mi piace circondarmi sempre di opere d’arte), ma quello che cerco sempre di fare è dare concretezza alle mie idee e ai progetti degli artisti che si affidano alle mie mani.

Insomma non per nulla ci chiamiamo “curatori”: abbiamo a cuore la salute degli artisti e dell’arte in generale.

Che cos’è per te la bellezza?

La bellezza è un attributo molto importante e significativo per le nostre vite. Tuttavia sono consapevole che nell’arte contemporanea la bellezza non appartiene più all’essenza e alla definizione stessa dell’arte. Il dadaismo ha contribuito a dimostrare che il concetto di arte può prendere in prestito molti altri valori, come il sublime, il disgusto, la comicità o la provocazione. 

La bellezza è dunque una tra le tante qualità estetiche, ma secondo Arthur Danto (e a mio parere) rimane comunque l’unica a essere anche un valore, come la verità e la bontà, e quando la riscontro nelle opere d’arte, ne sono pienamente appagata.

Quale mostra ti ha colpito di più negli ultimi tempi e perché?

Recentemente ho visitato la mostra Fault lines degli artisti Allora&Calzadilla presso Palazzo Cusani di Milano. Ho apprezzato molto la capacità degli artisti di ricostruire delle atmosfere e suggestioni contemporanee all’interno delle sale affrescate di un palazzo del Seicento.

Attraverso l’utilizzo di opere sinestetiche – video proiezioni, performance, azioni musicali – gli autori hanno saputo esplorare concetti chiave della politica e della società presente, con una delicatezza e una complessità estreme, proprie della visionarietà dell’arte.

L’arte contemporanea in Italia… Cosa auspichi per i giovani artisti italiani?

Auspico un nuovo modo di promuovere l’arte emergente, da parte delle istituzioni culturali e dei musei. Troppo spesso ci si affida, infatti, a nomi consolidati e si ha paura di scommettere e investire sui giovani, molto diversamente da quanto accade all’estero.

Ogni museo o galleria italiana dovrebbe avere una Project Room dove presentare ed esporre progetti di giovani artisti.

Sono totalmente d’accordo, quali valori ha il sistema dell’arte e quali sono i tuoi? Dove si incontrano e dove si dividono?

Il sistema dell’arte è spesso spietato, agisce secondo regole e valori che corrispondono al mondo dell’economia e del mercato, alla domanda e all’offerta di eventi, alla necessità di comunicare novità, alla logica di competizione e di autoaffermazione…

Essendone parte, anche io devo per alcuni versi adeguarmi all’incalzante domanda di eventi e di progetti artistici e alla esigenze di promozione e visibilità, ma cerco sempre di mantenere una certa “umanità” nel mio rapporto con gli artisti e con gli altri addetti del settore, cercando di comportarmi sempre con correttezza, lealtà e chiarezza.

Chiara Canali ©ph Daniela Cavallo

Chiara Canali ©ph Daniela Cavallo

Racconti agli amici del blog come ci siamo conosciute?

Certamente… Sono passati quasi dieci anni, ci ha presentate un’altra artista, Barbara Giorgis, che insegnava all’Accademia di Brera e mi segnalò la tua bravura nell’utilizzare il mezzo fotografico in maniera pittorica. E non si sbagliava… Dalla tua prima personale “Speculazioni” che ho curato presso la Galleria Aus18 di Milano, ho continuato a seguirti con crescente interesse e curiosità per la qualità e l’originalità dei tuoi progetti.

Qual è il tuo piatto preferito?

Torta fritta, prosciutto crudo e lambrusco frizzante, un retaggio della mia terra di provenienza, Parma.

C’è qualcuno che vorresti ringraziare?

Mio marito e la mia famiglia che mi supportano sempre nonostante il mio continuo girovagare nella penisola italiana e oltre frontiera.

Prossimi progetti, cosa stai preparando?

Per il 2014 ho in cantiere una mostra personale dell’artista Vincenzo Marsiglia in uno spazio pubblico a Como, una mostra antologica dell’artista croata Marijana Vukic al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rijeka e, se riusciamo a recuperare i fondi, le nuove edizioni dei progetti Lecco Street View a Lecco, StreetScape comON a Como e Brerart a Milano.

Esistono ancora dinamiche discriminanti nel poter esser una professionista donna?

Credo proprio di no, quello che vale, a mio parere, sono l’impegno, la costanza e la tenacia nel fare le cose (caratteristiche che non mi mancano). L’unica discriminante è, forse, il minor tempo a disposizione quando si diventa “mamma”, ma la donna è capace di moltiplicare le energie e le forze per ottimizzare tempi e mezzi. Chi mi conosce, mi chiama la donna “bionica”…

È vero! In quale colore ti piacerebbe…”nuotare” in questo momento?

Naturalmente nel blu dei tuoi cieli e dei tuoi sfondi marini…

Grazie Chiara!!!

A te!

Interessante chiacchierata vero?

Cosa ne pensate?

Ragazzi venerdì prossimo vi posterò sul Blog l’intervista ad una PERFORMER ! Sono emozionata perché è una persona di cuore e anche la sua intervista “palpita”! Ci spiegherà un po’ di cose che neanche io ho mai capito “troppo bene” su questo altro linguaggio dell’arte: la performance.

A venerdì!

Dani

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