…Conoscendo Ilaria Del Monte

Ciao a tutti! Ultimamente sto seguendo un corso di massaggi… ho scoperto questa passione nuova e profonda in una scuola di massoterapia. Quando comunico questa cosa ai conoscenti le reazioni sono diverse, gli amici si prestano felicemente come cavie per farmi esercitare nelle manualità, alcuni sono curiosi e ad altri non gliene frega niente; c’è pure chi mi guarda in maniera divertita come se stessi seguendo un corso per prostitute e poi c’è chi mi dice, come nel caso di Ilaria Del Monte : “…è bella la via dei massaggi. Ti mette in contatto con un mondo invisibile”.

Ecco chi vi presento oggi: Ilaria Del Monte

Lei è  una giovane donna, bella, intelligente e profonda. Ilaria dipinge ed è proprio lei che ti mette in contatto con il mondo dell’ invisibile, attraverso le sue opere, dove camminano animali sacri e  capitolano dimensioni nuove, psichiche. Lo fa con i colori ad olio. Io amo molto il suo lavoro.

Il Giorno di Leda, olio su tela 60x 70 cm, 2013

Il Giorno di Leda, olio su tela 60x 70 cm, 2013,Ilaria Del Monte

A voi l’intervista di quest’artista contemporanea, godetevela!

Ciao Ilaria, che cos’è per te l’arte?

Il primo pensiero del mattino. L’arte non è un dipinto, non è un’architettura o una scultura nè un pezzo eseguito al pianoforte. L’arte è seguire quella che è la propria voce interiore, una vocazione, uno stato di grazia che ci impedisce di mentire a noi stessi quando facciamo qualcosa, che sia anche meditare, eseguire un dipinto, un pezzo al pianoforte o essere innamorati di qualcuno. Per fare ciò occorre essere liberi da schemi e sovrastrutture culturali, condizionamenti familiari ed educativi. Questo può avvenire solo in quello spazio interiore che Heidegger chiama “Lichtung”, una radura nella foresta fitta di alberi, una zona aperta raggiunta dalla luce. É complicato, lo so, ma si parla di cose che non si vedono che, applicate al visibile, al prodotto del pensiero umano seguito da un manufatto o da un’azione di qualsiasi tipo, fanno del tale oggetto un’opera d’arte. È una differenza sottilissima ma giuro, molto evidente.

Che cos’è per te la bellezza?

Mentre quasi tutti sono d’accordo su cosa sia la bruttezza, la bellezza ha il pregio e lo svantaggio di dividere e definire epoche e culture che hanno considerato bello un certo tipo di prodotto dell’intelletto umano. Le bellezze naturali sono invece eterne. L’uomo primitivo era disarmato dalla bellezza inspiegabile di un cielo stellato fino a intimidirlo e a meritare l’aggettivo di sacro, collocare lassù i propri dei, fargli perdere la sua dimensione umana e credere che le stelle e i pianeti potessero influire sull’esistenza del singolo. Nella culla della nostra civiltà l’uomo ha sacralizzato la natura e divinizzato gli animali con una sorta di inginocchiamento interiore che significava un passo indietro del proprio raziocinio. Secondo me la bellezza risiede nelle cose eternamente belle davanti a cui l’umanità ha sentito cedere le ginocchia.

Quale mostra ti ha colpito di più negli ultimi tempi e Perché?

Una grande mostra di Neo Rauch a Bruxelles. Dipinti di una forza incredibile dove l’artista tedesco non mostra la minima esitazione a misurarsi e ad attingere alla storia dell’arte figurativa come linguaggio di un discorso estremamente attuale generato dalla sua sensibilità di artista la cui immaginazione è cresciuta sui libri in Accademia, davanti al cavalletto in studio e in strada nella difficile Germania dell’est al di là del muro. 

L’arte contemporanea in Italia…Cosa auspichi per i giovani artisti italiani?

Che non si annoino mai di fare con amore il loro lavoro.

Quali valori ha il sistema dell’arte e quali sono i tuoi? Dove si incontrano e dove si dividono?

Il valore del sistema dell’arte è il denaro. In tale sistema l’arte è considerata un bene di lusso. Non si fa che parlare di quotazioni di un artista e di somme esagerate raggiunte nelle aste. É una realtà su cui si regge il lavoro di tante persone, dal gallerista al critico, dal giornalista al ragazzo che va a tinteggiare la galleria. L’Italia, a differenza delle altre nazioni europee, gode poco di sovvenzioni e acquisizioni pubbliche e purtroppo è costretta a reggersi sul collezionismo dei privati che comprano opere nella misura in cui guadagnano in sovrappiù e desiderano acquistare ciò che a loro piace o ciò che rappresenta uno status simbol. Non dimentichiamoci che da qualche anno è stata eliminata la Storia dell’Arte dal Liceo Classico. Mi domando quanti spiccioli abbia risparmiato il governo con questa manovra e quanti ne perderà, ci sono cose invisibili che hanno un valore immenso! L’artista è un inventore di cultura e più il paese è evoluto più è disposto a dare spazio e risorse a chi la cultura la produce con il proprio intelletto, la propria poetica e le proprie mani. Diverso è il valore dell’arte per un artista. O almeno così dovrebbe essere. Già Emile Zola in “L’Opera”, un romanzo dell’ottocento, parla del difficile rapporto tra il mercante d’arte e l’artista. Il primo mosso dal denaro e il secondo dalle esigenze interiori. Questi due mestieri si incontrano nel momento in cui il gallerista, con il proprio lavoro, da visibilità e mercato all’artista che stima e in cui crede. Si dividono quando una delle due parti pretende di essere più importante dell’altra. 

Racconti agli amici del blog come ci siamo conosciute?

Tramite amici artisti che abbiamo in comune. In particolare durante un pranzo all’aria aperta a Bergamo, con un gruppo folk in dialetto bergamasco che allietava la giornata. Poi ho visto una tua mostra sempre a Bergamo, sui bambini indaco, e lì sono andata a studiare cosa significava e per qualche giorno mi sono appassionata all’argomento. In seguito ho assistito a una tua performance. É il bello di vivere a Milano!

Qual è il tuo piatto preferito? 

I piatti della mamma.

C’è qualcuno che vorresti ringraziare?

Ci sono persone che ringrazio tutti i giorni.

Prossimi progetti, cosa stai preparando?

Ci sarà una mostra personale a Milano il 21 novembre, curata da Martina Cavallarin, “Quando Teresa litigò con Dio”, con la collaborazione di Roberta Lietti Arte Contemporanea. Poi il 14 dicembre al Museo Mar di Ravenna inaugura il Premio Marina di Ravenna, dove i cinque artisti vincitori avranno una sala personale in cui esporre le opere realizzate durante la residenza di un mese nella città, svoltasi tra agosto e settembre scorsi. Un’esperienza deliziosa che auguro a ogni giovane artista. Seguirà a gennaio un Little Circus da Antonio Colombo a Milano.

Esistono ancora dinamiche discriminanti nel poter essere una professionista donna?

Esistono nella misura in cui noi donne ci formalizziamo rispetto a quanto ci chiede la società italiana di questo momento. Rinunciare ad avere una famiglia per la carriera è una sceltà fuorviante, ci allontana dalla nostra natura. Non credo che ci sia una discriminazione nei confronti delle donne, conosco molte donne coraggiose che si realizzano con determinazione, la cui forza mentale è pari a quella di un uomo di successo. 

Di sicuro è una strada difficile ma nessuno ci ha assicurato che sarebbe stato facile.

In quale colore ti piacerebbe…”nuotare” in questo momento?

L’arcobaleno

Grazie Ilaria!!!

Buon Week-End Tesori!

Un bacio

Dani

😉

 

 

 

 

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