…Conoscendo Madhavananda

Buongiorno Ragazzi!!!

Io ho avuto un’ educazione cattolica, ma non ho nessuno Credo. Detto questo, mi sento comunque una persona con una sua religiosità. In via Valpetrosa a Milano, in una traversa nascosta di Via Torino c’è un ristorante gestito dagli Hare Krishna. Mi ha sempre colpito l’aspetto della cura nella presentazione del cibo, la gentilezza nel servire e il nome del cuoco: Madhavananda. Una volta scoperto che lo chef in questione aveva fatto l’Accademia d’Arte, non potevo non intervistarlo, c’erano tutti gli elementi che cercavo: cura del cibo e tensione verso la bellezza. C’è chi dedica le  poesie o le canzoni alle persone care, io invece dedico quest’intervista alla mia amica Roberta.

Ma conosciamo meglio Madhavananda :

© ph Daniela Cavallo

Lo chef Madhavananda © ph Daniela Cavallo

D: Faccio qualche scatto alla cucina. È  molto accogliente!

M:  Fotografa il nostro maestro.

D: Chi?

M: Il maestro degli  Hare Krishna il fondatore in Occidente del movimento, Colui che ha dato vita a questo movimento in tutto il mondo, ti disturba la musica?

D:  No…per  nulla, innanzitutto complimenti per il cibo che cucini. Che cos’è per te l’atto del cucinare nella tua vita e come si sposa con il tuo credo?

M: Per noi  la cucina e il cibo sono elementi molto importanti perché,  a parte le informazioni che tutti noi oggi abbiamo dai media che ci dicono che mangiare è importante perché tu sei quello che mangi, la gente è sempre più consapevole della propria alimentazione e dal punto di  vista nostro, quello degli Hare Krishna e di coloro che coltivano la vita spirituale, è importantissimo mangiare.

© ph Daniela Cavallo

© ph Daniela Cavallo

Ad esempio, noi,  secondo l’ insegnamento della Bhagavad Gita e dei Veda veniamo a conoscenza, oppure ci rendiamo conto,  che nulla ci appartiene a questo mondo. Ciascuno di noi entra in rapporto con qualsiasi cosa che abbiamo di fronte, secondo la legge che si chiama la legge del karma, di azione e reazione. Noi ad esempio, tagliando una pianta o uccidendo un animale creiamo un karma: una reazione che poi siamo costretti a subire. E Krisnha, per evitare questo nella Bhagavad Gita ci insegna a essere vegetariani e ci spiega che, quello che noi prendiamo attraverso il cibo vegetariano dobbiamo anche offrirlo.

D:  Ah quindi fate anche un’offerta?

M: Si, noi facciamo un’offerta.  Il nostro non è cibo è prasadam : misericordia. Mangiamo le verdure, i cereali, né carne, né uova, né pesce perché, logicamente, lì c’è un’attività abbastanza cruenta e non si può causare sofferenza ad  altri essere viventi per alimentarsi…Uno potrebbe dire “anche se tagli una carota crei sofferenza alla carota”…

D: Va bè..

M: Tutto sommato  esiste un principio per cui è vero e se tu uccidi un essere vivente qualsiasi esso sia, lo uccidi. Anche  una pianta è un essere vivente, ha una sua esistenza, una sua vita…

D: …una sua anima (a questo punto sono già entrata nella modalità Krishna, ma non vi preoccupate, rimango un’intervistatrice curiosa e non ancora una devota!)

M: Si, Secondo i Veda tutto ha un’ anima, quello che cambia è il livello di coscienza, di sviluppo. La forma umana è così importante perché ha il libero arbitrio e ti lascia libero di valutare e di scegliere se fare del bene o del male, scegliere se elevarti o degradarti spiritualmente e poi, offrendo questo cibo a Krishna, si elimina la reazione del karma e  tu mangi un cibo che ti è consentito mangiare.

D: Ho capito

M: Per noi il cibo è molto importante, se pensi che qualsiasi cosa che fai comporta una reazione, anche un pensiero, diciamo che  il devoto di Krishna ragiona in questo modo: devi stare attento a tutto e cercare  di seguire le indicazioni di Krishna.  Come  è scritto nella Bhagavad Gita, se qualcuno  offre con amore e devozione (la ricetta fondamentale) a Krishna, una foglia, un fiore, un frutto e dell’acqua, lui accetterà la sua offerta e, in quella foglia, in quel fiore e quel frutto è sintetizzato simbolicamente tutto ciò che riguarda il cibo vegetariano. Ormai anche la scienza ha capito, lo dicono tutti. Bisogna come dire, vivere con i paraocchi, per non capire certe cose.

© ph Daniela Cavallo

© ph Daniela Cavallo

D: Grazie della risposta molto articolata volevo chiederti…tu ti chiami Mahnavanada?

M: Mi chiamo Madhavananda, è un nome di Krishna

D: Poi me lo scrivi?

M: Si!

D: Grazie, ma non è il tuo nome?

M: Io mi chiamo Marco, poi quando sono diventato devoto nel 1985 ho cambiato il nome.

D: Come le suore?

M: Dunque, quando tu prendi un’iniziazione spirituale da un maestro si cambia il nome. Quando una persona vuole fare una vita spirituale e la vuole fare rendendo ufficiale questa scelta, si prende un’iniziazione da un maestro che si sceglie, il quale, si prenderà cura del discepolo e il discepolo prometterà di seguire dei principi regolatori, tipo quello di essere vegetariani : noi non mangiamo né carne, né pesce, né uova.

D: Ah…quindi siete  vegani?

M: No, perché il latte lo mangiamo, anzi secondo i Veda il latte è un alimento prezioso perché, assunto  nelle giuste dosi, nutre i tessuti sottili del cervello. Spiegano i Veda che il latte ha delle proprietà che dà dei benefici al corpo umano : latte, yogurt,  formaggio fresco, dietro di te c’è il formaggio fatto questa mattina. Non è che ragioniamo – cos’è che mi cucino?– ma cos’è che cucino per Krishna e allora in quel modo lì, tu cerchi di offrire il meglio. C’è pure un ‘ingiunzione vedica che dice  che se tu non fai un’offerta può essere offensivo.

D: Ovvero?

M: L’Ingiunzione vedica, che deriva dai Veda che vuol dire: conoscenza. È il sapere originario da cui noi attingiamo la nostra filosofia.

D: Tu sei sempre in cucina?

M: Io cucino tutti i giorni la mattina

D: Io vengo dall’Accademia d’Arte… so che tu disegni ?

M: Anche io ho fatto l’Accademia d’arte prima di diventare devoto in Germania, io sono di Bolzano. Ho fatto l’Accademia d’Arte. Mia madre è pittrice, dipinge e insegna. Io ho fatto mostre, ho  venduto  però in quell’ambiente lì devi entrare dentro un sistema assurdo e se non hai una mente, un attimino, che fa delle valutazioni vai a soffrire come un cane rischiando di distorcere tutto  il tuo senso artistico.

D: C’è il rischio che venga meno- l’amore del fare-a mio parere.

M: Alla fine, l’artista o il musicista, la persona che ha quel tipo di sensibilità, che  riesce a vedere le cose in un certo modo è in un’ottima posizione. È la posizione di un curioso, di uno che cerca.

D: Di un ricercatore!

M: Eh sì, è quella cosa lì  che ti aiuta a trovare Dio. Io grazie a questa tendenza ho trovato Krishna e questo è un discorso personale, ma quell’ambiente lì è tostissimo. Comunque io vado sempre alle mostre!

D: Io proprio per questo ho aperto questo blog, per ritrovare il piacere di fare circolare le idee in maniera pulita, se così può definirsi, per sentirmi libera.

M: E poi uno deve anche mangiare!?!

D: Ma per quello verremo qui a trovarti a pranzo! Preparati ad una vagonata di artisti curiosi e affamati!

Ragazzi, che dire…ho fatto una chiacchierata interessante, mi hanno colpito tutte le ritualità legate al cibo e la disponibilità di Madhavananda! Grazie! Venerdì prossimo vi presento una pittrice e performer molto simpatica e sanguigna!!!

© ph Daniela Cavallo

La Cucina Hare Krishna © ph Daniela Cavallo

Scrivetemi cosa ne pensate!

Un bacio

Dani

 

 

 

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