Conoscendo Maya Devi…

Buongiorno Amici del Blog!

È un grande piacere per me presentarvi un’artista della vita, una che, parafrasando Carmelo Bene, ha fatto della propria esistenza il suo più grande capolavoro, laureata in Storia dell’Arte, Maestra spirituale, yogini tantrica, danzatrice di danze indiane e ricercatrice di culture antiche. Nata nel mese di aswini (ottobre) nella rigogliosa terra di toscana. Considerato il suo collegamento con l’India, da anni ama definirsi indo-toscana, viaggia in India dal 1996…Ecco a voi uno splendido incontro con una donna straordinaria: Maya Devi

ph© Chiara Asoli

Maya durante una celebrazione

ph © D.Cavallo

D: Anche se è molto difficile definire una persona che è un mulipotenziale, ovvero una persona che sviluppa in maniera approfondita vari talenti, potresti raccontarci la tua formazione?

M: Sarebbe un po’ come cercare di contenere l’Oceano in un bicchiere, però cerchiamo di riassumere brevemente: sono Maya Devi. Ho ricercato in Oriente e soprattutto in India ciò che la società e la mia formazione classica non mi avevano fatto sentire: è dal 1996 che viaggio e soggiorno in India apprendendo lo Yoga, il tantrismo, la tradizione Indù e poi le danze indiane. Io non nasco come maestra tantrica, cosa vuol dire, che io non avrei mai immaginato nella mia vita di arrivare a insegnare questo, sono laureata all’Università di Firenze in Storia dell’Arte e del Costume, ho lavorato molti anni all’estero. Questo lavoro però non è stato un caso perché questa prima parte della mia vita ha permesso a me stessa di esprimere la mia creatività, sono una persona molto creativa, ho come numero il 22, che nella numerologia classica è un numero maestro e costruttore: la creatività ha a che fare con il mio percorso. Un’altra cosa che è stata fondamentale è stato l’incontro con il mio primo maestro spirituale in India, un incontro che è stato casuale, ma non un caso perché in realtà è stato voluto dal destino, nella via spirituale non esiste un caso, esiste solo un cammino che ti si dischiude davanti

FB_IMG_1444648890363-1

© ph Sanjay Khan

D: Puoi spiegare in maniera molto semplice a un pubblico “un po’ più ignorante” che cosa è il tantrismo…perchè c’è tanta confusione a riguardo

M: tantra : tan vuol direespandere” e tra significa “liberare” cioè attraverso questa via spirituale di profondo ascolto cerchiamo per prima cosa di espandere la nostra energia interiore e poi di liberarci. La famosa liberazione spirituale finale nel tantrismo si chiama mocksha .

Il tantrismo ha origini nella valle dell’ Indo circa 7000 anni fa, quindi è importante ricercare questo tipo di antiche radici. Il tantrismo sembra una via antica e così irragiungibile, se vogliamo, ma in realtà è la Via, l’unica via per la liberazione nell’epoca del Kali yuga. Il Kali yuga è l’epoca che stiamo vivendo, un’era oscura, un’era di grande trasformazione.

D: kali yuga vuol dire trasformazione?

M: Kali può significar “madre kali” ma il termine kali vuol dire anche “nero”, mentre yuga in sanscrito vuol dire “era”. Si potrebbe tradurre come “era oscura”. Il kali yuga non è un periodo definito ma attraversa migliaia di anni. Non è ancora finito ma sembra che qualche ricercatore abbia detto che il kali yuga stia quasi per terminare sebbene non si sappia quando e come accadrà. I segni dall’Universo ci arrivano continuamente, basta che siamo connessi. Perché il tantrismo è adatto all’era del kali yuga? Perché è una via pratica, non è una via filosofica, non ci sono dogmi, non è una religione e non ci sono regole, è piuttosto una scienza. Io la definisco l’arte eccelsa che celebra la vita. Quindi consiste nel celebrare quello che è il divino dentro di noi: lo celebriamo, lo adoriamo, lo veneriamo e ovviamente iniziamo a percepirci come un Uno, andando oltre la dualità che ci fa vivere questa vita proprio grazie alla forma manifesta che è Maya. Maya è l’illusione, il velo di Maya è il velo che rende appannata tutta la nostra visione. Il mondo materiale manifesto non è reale, è un’illusione. Nel momento in cui noi, invece, ci spostiamo nella non-dualità, ecco che viviamo l’unione e viviamo la percezione di non essere soli.

FB_IMG_1442574807700

Maya al MATADEVI in Uttar Pradesh, India, foto scattata da un allievo Ananta Deva

Nel tantrismo si dice che il nostro corpo è un microcosmo che rappresenta il macrocosmo. Cosa vuol dire? Che, all’interno del nostro corpo, esistono tutte le cose che risiedono anche nell’universo. Quindi come potremmo non essere divini se noi siamo la rappresentazione del divino stesso?

D: E qui mi hai anche già anticipato con la prossima domanda…Dov’è il corpo in tutto questo…?

M: Il corpo è al centro del corpo. Ti dirò di più: viene proprio concepito come un tempio sacro in cui risiede tutto ciò che c’è nella natura.

D: Certo…

M: Nel tantrismo si dice anche “Così come è sopra, così è sotto”. 

D: Dove nasce la creatività nel corpo?

M: Innanzitutto quando si parla di creatività bisogna sempre parlare della divinità femminile Shakti. Shakti, è una parola che identifica tutte le forme della grande Madre, tutte le forme della Dea, il che vuol dire, in parole povere, che all’interno di una rappresentazione sacra ve ne sono migliaia e questo che cos ‘è? Questa è la creatività. Quando noi ci muoviamo con questo tipo di attenzione ci rendiamo conto che la creatività nasce in noi ma è guidata dal Divino perché quando l’atto creativo si mette in moto è la forza di Shakti che l’attiva.

FB_IMG_1447770076615-1

ph © Chiara Asoli

Il tantrismo fa diventare sacro tutto ciò che è l’espressione dell’animo umano inclusa anche la sessualità: l’energia sessuale non è altro che la forza di Shakti. Se tu non avessi Shakti nel tuo corpo, saresti come una medusa senza vita. Tra le rappresentazioni del tantrismo, ce n’è una che amo particolarmente ed è quella in cui è raffigurata la Dea Kali (manifestazione di Shakti in una delle forme di forza e ombra più terrificanti) nell’atto di danzare sopra il cadavere di Shiva: questa è la rappresentazione di quelli che sono i principi di Shiva e Shakti. Nel tantrismo l’energia femminile di Shakti è solare, una forza creatrice e dinamica, mentre quella maschile di Shiva è lunare, pura coscienza. È l’inverso dei simboli a cui siamo abituati in Occidente. In Occidente si sono capovolti un po’ di parametri, però, se ci pensi bene, nell’antica Grecia o a Roma erano più i templi dedicati alle Dee Afrodite, Venere, Diana rispetto a quelli dedicati a Giove o Marte. C’era una grande tradizione di sacralità nei confronti del femminile e non solo lì ma anche nell’antico Egitto.

D: Ci racconti dove trovi la bellezza nel quotidiano?

M: Partiamo dal presupposto che nella vita tu ti crei il tuo inferno e il tuo paradiso. Qualsiasi esperienza tu faccia nella vita, puoi viverla come inferno e paradiso…sta a te la scelta. Quindi se mi domandi qual è l’esperienza più bella nel quotidiano, ti risponderò in maniera molto semplice: è quando io sono completamente connessa con me stessa, che io stia prendendo il caffè o che stia camminando non importa, non è che necessariamente io debba fare yoga, l’importante è essere connessa con me stessa.

D: Questo è molto interessante per chi ci legge, che può in qualche modo identificarsi.

M: La pratica del tantrismo non ti dice: “alzati alle cinque del mattino e fai yoga per un’ora e mezza” o non ti dice: “fai le pratiche”. Certo, ci sono delle pratiche, ma io invito sempre a fare queste pratiche quando vi sentite pronti, quando siete connessi. Questo non vuol dire far finta di niente perché un po’ di disciplina ci vuole, soprattutto in questo mondo che ci porta un po’…lontani, no? Noi dobbiamo arrivare a moksha , cioè alla liberazione finale. Come ci avviciniamo? Ci avviciniamo celebrando realmente, in ogni istante, la nostra vita. Questo non lo possiamo fare sempre ma se nell’arco di una giornata ad esempio, io mi sto prendendo un caffè o sono davanti ad  un tramonto meraviglioso, quando il momento si trasforma in eternità, lì so che io ho percepito quest’unione e questa bellezza assoluta.

2a Ritratto Maestra

© ph D. Cavallo – Maya Devi Ritratto

D: Grazie, illuminante…Un’ultima cosa: visto che nello Spazio Mayur, dove insegni yoga e tantrismo il 14 febbraio c’è un evento che verte sulla femminilità e bellezza, dove le donne si trasformeranno in splendide maharani ci spieghi che cos’è una maharani?

M: Maha vuol diregrande”, rani vuol dire “regina” quindi maharani una “grande regina”. Qualcuno si ricorda la frase che precedeva il nome di Ghandi? Mahatma : maha = “grande” + atma= “anima” e quindi : grande anima. Oggi non esistono più le maharani, o più precisamente esistono ma non hanno un ruolo così influente come lo avevano una volta. Quindi cosa è ? Una regina che ha una consapevolezza ed un carisma molto accentuato, qualche cosa che è oggi è molto raro da trovare, una nobiltà d’anima, piena di forza e coraggio .

D: Ringrazio ancora questa Maharani del sapere Maya Devi per averci illuminato con le sue risposte che vanno ad interrogarci in profondità .

Vi lascio i link del suo spazio se qualcuno fosse interessato:

http://www.spaziomayur.it

ed il link del Beauty lab del 14 febbraio per tutte le donne che volessero trasformarsi in Regine.

https://www.facebook.com/events

A presto, cari lettori,

un caro abbraccio

Daniela

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *