La Critica in Sintesi / con Ivan Quaroni

Buongiorno Ragazzi !

Oggi inauguriamo una nuova rubrica : La Critica in Sintesi, tre domande  a bruciapelo a critici anticonformisti che si presteranno al gioco, regalandoci, come in questo casoqualche perla di saggezza. Oggi abbiamo come nostro primo ospite Ivan Quaroni, critico, curatore, scrittore e insegnante,  ma conosciamo meglio il suo pensiero:

ph © Ivan Quaroni

ph © Ivan Quaroni

1) Ciao Ivan, parto subito con la prima domanda: a mio avviso, grazie a Internet, la fruizione di tutte le cose, anche quella dell’arte, sta cambiando. Ci spieghi il tuo punto di vista a riguardo?

IQ:  L’arte oggi corre sul web più che mai. Si è accorciata la filiera dei rapporti tra artisti e collezionisti a scapito degli intermediari, come galleristi, dealer e mercanti.

È un cambiamento che, per il momento, preserva gli artisti, soprattutto quelli che hanno rapporti diretti e frequenti con il collezionismo, dall’affrontare la crisi economica in atto, mentre quelli che hanno sempre lavorato con principalmente con mercanti e gallerie ne hanno risentito fortemente.  Ovviamente, il ruolo di gallerie e mercanti è messo a dura prova, in particolare nella fascia medio-bassa, ma anche in quella alta del mercato.

Internet è anche responsabile del fatto che oggi le informazioni sono molto più facilmente reperibili che in passato. Gli artisti hanno spesso dei siti internet o dei blog, e dunque possono essere contattati direttamente dai collezionisti. Inoltre, le Case d’aste mettono a disposizione di chiunque voglia consultarli i risultati degli incanti. Se voglio sapere il prezzo di mercato di un artista, posso ottenere questa informazione in brevissimo tempo. In questo momento, i collezionisti più avveduti e con disponibilità economiche possono fare ottimi affari, acquistando opere di artisti a condizioni spesso più vantaggiose di quelle che troverebbero nelle gallerie di riferimento. Il vecchio status quo ha subito un forte scossone. 

Forse la conseguenza peggiore di questo cambiamento (che non è necessariamente negativo) è che è venuto meno il ruolo culturale delle gallerie. Le gallerie non sono dei semplici negozi, ma dei luoghi di produzione di cultura. Senza cultura il mercato può continuare a esistere. Ma alla lunga, senza la produzione di una letteratura critica, quindi senza cultura, l’arte ne uscirà tremendamente impoverita. È il solito problema italiano: la cultura per gli italiani non è un fattore capace di dare impulso economico alle imprese. Invece, altrove, l’atteggiamento è molto diverso.  

Da sinistra M.rotondi e Ivan Quaroni, 2008, ph © Daniela Cavallo

Da sinistra: M.Rotondi (artista ) e Ivan Quaroni autore del libro Italian Newbrow, 2008, ph © Daniela Cavallo

Quando compri un’opera d’arte non compri un semplice manufatto artigianale, ma un complesso, talvolta impalpabile, sistema di riferimenti. Compri un simbolo che riflette la cultura del tuo tempo (o di un tempo passato), compri un’immagine capace di generare non solo emozioni, ma anche nuove connessioni mentali. Ecco, il web non è colpevole di questo stato di cose: è solo uno strumento che da noi ha accelerato la crisi del sistema valoriale dell’arte italiana.

Internet può essere un mezzo che amplia le prospettive cognitive degli individui e che mette a disposizione le informazioni, ma non può sostituire completamente l’esperienza sensoriale. Il web ha un’enormità di aspetti positivi ed è destinato a incidere profondamente sulla cultura. Di fatto, lo sta già facendo. Chi non ha capito questo, difficilmente riuscirà a restare a lungo nel mercato.

2) Secondo l’esperimento sociale di Angelo Froglia la critica d’arte serve più al mercato dell’arte che al resto. Qual è il tuo punto di vista?

IQ: Il ruolo della critica d’arte è duplice. Serve al mercato perché fornisce un valore aggiunto alle produzioni artistiche, connettendole con la cultura del tempo. Allo stesso tempo, i testi critici sono documenti che gli Storici dell’arte di domani dovranno consultare per ricostruire le vicende dell’arte. Senza la letteratura critica, da Vasari in poi, non esisterebbe alcuna la Storia dell’Arte. Senza una Storia dell’Arte, non esisterebbe nemmeno una Storia.

ph © Ivan Quaroni- Workshop con Ivan Quaroni

ph © Ivan Quaroni- Workshop con Ivan Quaroni

 

3) Potresti definire chi sono oggi gli artisti, i galleristi e i critici?

IQ: Questa è una domanda che non capisco. Gli artisti, i galleristi, i critici sono persone che contribuiscono alla costruzione di un patrimonio culturale nell’ambito delle arti visive. È una funzione nobile, che può essere svolta più o meno nobilmente. Dipende solo dalle persone. Chi siano oggi i protagonisti di questo sistema è interessante solo per gli addetti ai lavori. Più importante è capire come sta cambiando il sistema e quale ruolo ricoprirà da qui ai prossimi anni. L’andamento del mercato è una cartina di tornasole che aiuta a capire i processi economici in atto e i mutati rapporti di potere tra diverse aree del pianeta nel nuovo assetto globale. Per esempio, è abbastanza evidente il fatto che l’arte contemporanea non sia più solo appannaggio delle vecchie potenze occidentali. L’arte, come l’economia, può descrivere con precisione le dinamiche sociali contemporanee ed è anche un termometro in grado di indicare il livello di consapevolezza (e inconsapevolezza) dell’umanità.     

 

Grazie Ivan per la tua attenta analisi e per la disponibilità!

Che ne dite? Siete d’accordo con Ivan?

Per chi ancora non lo conoscesse ecco il suo sito:

http://ivanquaroni.com/

Noi ci vediamo venerdì prossimo con un altro appuntamento dalla rubrica  un progetto in tre parole

GRAZIE ANCORA A IVAN E A  TUTTI  VOI CHE INTERVENITE SUL BLOG E CHE CI LEGGETE!

Smack!

Daniela

 

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27 pensieri su “La Critica in Sintesi / con Ivan Quaroni

  1. Un’intervento chiaro e lucido che, in poche righe, delinea una situazione che , ai più, non è ancora entrata in testa. Bravo Ivan e brava Daniela per queste tue incursioni nel contemporaneo.

  2. Ho letto la tua intervista con un certo interesse, soprattutto sul discorso del ruolo dei critici e delle gallerie come persone e luoghi di trasmissione di cultura e di storia dell’arte. Stante mia scarsa competenza sui temi dell’arte contemporanea, mi colpisce il problema della trasmissione storica dei suoi contenuti.
    Complimenti per la chiarezza dell’articolo!

  3. Pingback: Un progetto in 3 parole/ Femminile, plurale/ con Alessandra Redaelli | Daniela CavalloDaniela Cavallo

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