Sky Arte – fotografia come pittura

Oggi vi racconto un’esperienza molto particolare.

A ottobre dell’anno scorso (2012) mi hanno selezionata, insieme ad altri sei artisti, per lanciare il nuovo canale di Sky dedicato all’arte.

Io ero l’unica ad utilizzare la macchina fotografica e anche l’unica ragazza: “super” ho pensato! Ma non era finita qui! Mi hanno affiancato ad un gruppo di video maker, “Il Terzo segreto di Satira”, che difatti si sono poi occupati della creazione del video. Io ero molto emozionata perchè conoscevo già i ragazzi del Segreto, essendo loro già un cult nel web e  in tv. Li ho trovati subito molto simpatici e abbiamo fatto amicizia.

Ma volete sapere la cosa più interessante di tutto ciò?

Per tre giorni circa cinque ragazzi (sono in cinque per chi non lo sapesse) mi hanno seguito e ASCOLTATO attentamente!

Non è un po’ il sogno di tutte? Non uno, ma ben cinque ragazzi che ti ascoltano per tre giorni consecutivi!

Io solo per questo sono grata al canale Sky Arte a vita!

Ok, bando alle ciance, vi racconto del video ora!

In realtà il filmato che ora vi linkerò non è quello che avevano progettato. L’idea originaria dei ragazzi, infatti, era di raccontare il percorso di un’opera creata da una giovane artista, seguendo un punto di vista molto concreto e meravigliosamente ironico. Mostrando l’artista in tutta la sua naturale umanità (nel mio caso anche in tutta la buffaggine, una caratteristica  che  mi appertiene lo ammetto) senza però togliere poesia e profondità.

E c’erano pure riusciti! Ma questo video non è mai andato in onda!
Un vero peccato perché sarebbe stato interessante mettere in evidenza le fasi del procedimento artistico che non vengono mai raccontate, ad esempio il momento al mercato della scelta dei vestiti che indosseranno le  modelle, il trucco, la casa dove vivo e lavoro ( assolutamente popolare e periferica) ecc…

Nello stereotipo comune l’artista professionista o è un morto di fame oppure vive in un super loft. Ragazzi la verità è che se non ti piove il loft dal cielo, e arriverà anche quel momento, non ne dubito, i giovani professionisti dell’arte si arrangiano, senza morire di fame necessariamente, ma vivono in case normali, magari non hanno ancora uno studio, ciò non toglie nulla rispetto alla loro professionalità e al loro curriculum.

E ho detto tutto. Questo concetto semplice sembra molto difficile far da capire a quanto pare.

Il risultato  del video che avevano proposto era eccezionale, molto divertente, ma troppo diverso dagli altri promo presentati  e forse anche dallo stereotipo dell’artista, quindi hanno dovuto rifare tutto con un taglio un po’ più da “videoclip”.

Ecco a voi  il link!

Bello comunque vero?

Bacio!

Daniela

ps: Il mio studio è il mio Mac!

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