UN’ ARTISTA IN 5 GOCCE: 5 gocce di Ilaria Margutti

Ritratto © Ilaria Margutti

Ritratto © Ilaria Margutti

1) Ilaria, tu sei un’artista che amo molto, mi piace molto la riflessione che fai sul corpo e sulla guarigione attraverso le tue performance…spieghi agli amici del Blog, raccontandoci attraverso il racconto di una tua performance perché questi due temi sono così importanti per te?
IM: Ho sempre creduto molto nel processo evolutivo che un artista compie durante il suo percorso di crescita e di scoperta e ho sempre visto l’arte come una possibilità di conoscenza e soprattutto come un luogo nel quale provarsi e affrontare i propri limiti.


Il corpo può essere un limite se lo consideriamo come insieme fisico e mentale, quindi è la prima relazione che ognuno di noi affronta con se stesso.
Il mio percorso non è iniziato con la performance, ma con la pittura e mai avrei pensato di agire personalmente in relazione con uno spazio.
Dal considerarmi artista perché pittrice, sono passata all’uso del filo per interpretare la “relazione” con “l’altro corpo”, ed infine il filo ha saputo ampliare la mia percezione fino al punto da uscire dalla tela, mettendomi in gioco di persona .
Le performance che ho realizzato in realtà, sono dei video e non ho mai agito di fronte ad un pubblico, ma nemmeno avrei mai pensato di provarmi davanti ad una telecamera.
Ho realizzato un paio di lavori video dove eseguo come un rito i gesti che accompagnano il ricamo, usando il corpo come fosse un tessuto da rammendare, ma non mi reputo una performer…

a Kore cucita-ricamo in seta e spilli su tela,80x200cm 2013

a Kore cucita-ricamo in seta e spilli su tela,80x200cm 2013

Il mio lavoro è concettualmente molto legato alla simbologia che deriva dalla tessitura, dal ricamo e dal filo, c’è molta manualità nel realizzare i miei lavori, è una lenta disciplina che richiede una costante determinazione nell’attesa; l’immagine emerge un punto alla volta, al ritmo dell’ago che trapassa la stoffa. Un battito.
I video che ho girato partono proprio da qui, come un modo diverso di narrare lo stesso concetto…ma stare ore e ore a sedere per realizzare a mano i miei lavori è molto vicino alla performance, solo che la mia è una parte del lavoro che non si vede e di solito lo eseguo in completa solitudine.

La Kore degli spilli - DETTAGLIO - ricamo seta su tela e spilli,80x200cm 2013

La Kore degli spilli – DETTAGLIO – ricamo seta su tela e spilli,80x200cm 2013

La Kore degli spilli - DETTAGLIO - ricamo seta su tela e spilli,80x200cm 2013

La Kore degli spilli – DETTAGLIO – ricamo seta su tela e spilli,80x200cm 2013

 

2) Ci parli di cosa significa ricamare per te? Perché il ricamo è il tuo medium principale?
IM: La mia vera evoluzione è stata quella di passare dalla tela pittorica alla tela ricamata.
Quest’ultima ha una possibilità che la pittura non mi dava: il rilievo, lo spazio, la tela liberata dal telaio. Un senso di consapevolezza che agisce nello spazio, perché il filo lo può occupare.Ho sempre lavorato su tematiche esistenziali, nelle quali il corpo è stato protagonista delle mie evoluzioni. La tela è per me la metafora della pelle e da brava ricamatrice, ho iniziato a rammendare, dapprima le ferite e poi le tracce lasciate dalle esperienze della vita.Ho raccontato le storie di persone a me care, attraverso la loro pelle.
Come se questa potesse essere il setaccio delle loro esistenze.

E CORPORE MEDENDO ricamo su tela, 80x180cm, 2012

E CORPORE MEDENDO ricamo su tela, 80x180cm, 2012

Nei miei lavori, spesso viene visto il “dolore” che filtra dalla tela, come fine ultimo dell’immagine ricamata, perché l’ago trapassa, punge, fora, ma allo stesso tempo richiude, rammenda, cura, guarisce.I miei ritratti ricamati, sono di persone “guarite” e la guarigione necessariamente passa attraverso il dolore e la mancanza, ma anche dal coraggio di superare un limite, questo è uno stadio di consapevolezza che apre ad visione altra di se stessi.

E CORPORE MEDENDO, dettaglio, ricamo su tela, 80x180cm, 2012

E CORPORE MEDENDO, dettaglio, ricamo su tela, 80x180cm, 2012

3) Chi sono i tuoi maestri?
IM: Di Maestri ne ho tanti, una storia dell’arte piena di Maestri senza tempo, a partire da Antonello da Messina, o Mantegna, l’arte fiamminga in particolare ha sempre avuto una influenza molto forte sul mio lavoro. Amo immensamente Rembrandt e Van Der Weiden, ma anche Bacon, Kieffer, per arrivare ai giorni nostri, Louise Borgeois, Berlinde de Bruyckere, Jenny Saville, ma anche Gina Pane, Shirin Neshat e Marina Abramovic ( fino a The Artist is Present).

E CORPORE MEDENDO, dettaglio, ricamo su tela, 80x180cm, 2012.JPG

E CORPORE MEDENDO, dettaglio, ricamo su tela, 80x180cm, 2012.JPG

4 )Dov’è la Bellezza nel tuo Quotidiano?

IM: La bellezza la cerco nella visione di un “possibile” e la incontro ogni giorno a scuola davanti ai miei studenti, in loro risiede un “possibile” non ancora svelato,
attraverso la storia dell’arte cerco di mostrarglielo…in modo che ognuno di loro possa imparare a riconoscere il proprio “possibile”.
L’opera d’Arte si cela e come una persona, va osservata, in ogni fase della vita, perché noi cambiamo e anche la visione che abbiamo dell’opera cambia col passare del tempo.
Ogni volta si rivela come se fosse la prima, ma non bisogna mai smettere di guardare.
Insegnando Storia dell’Arte ai ragazzi delle superiori, mi rendo conto che posso insegnare loro a guardare la vita attraverso la bellezza dello svelamento, anche questo è un “possibile”, dal quale non potrei sottrarmi.

GLI OCCHI SI APRIRANNO, ricamo e rami su tela, 100x120cm-2014

GLI OCCHI SI APRIRANNO, ricamo e rami su tela, 100x120cm-2014

5) Futuri progetti?
IM: Sto preparando una mia personale “E corpore Medendo” all’ex-mattatoio di Anghiari (AR) che si svolgerà dal 19 aprile al 2 giugno, curata da un’altra artista che stimo molto, Elena Merendelli.Nel mese di marzo e aprile sono impegnata in un progetto che mi vede come curatrice, anche se questa veste la sento solo come una forma diversa della mia ricerca artistica.”Arte al Presente: incontri al museo con l’arte Contemporanea”, presso il museo Civico di Sansepolcro dal 15 marzo all’11 maggio, seguo una serie di incontri e dialoghi con artisti, laboratori al museo con i ragazzi delle superiori e la mostra degli artisti ospiti, per cercare il dialogo, la relazione tra opera presente, storia e spettatore.

Ci regali una frase, una pillola di saggezza per gli amici del Blog?
IM: La mia citazione preferita è una frase che un mio studente disse di fronte ad un’opera di Elisabetta Di Sopra ( visual-artist di Venezia),  durante i laboratori dell’anno passato presso il Museo Civico di Sansepolcro, riuscì a sintetizzare in poche parole, la mia visione dell’Opera, con la spontaneità di chi sta imparando a vedere il proprio “possibile”.

“L’arte non è solo espressione del talento umano, ma del Talento della Natura, in quanto l’artista restituisce un dono ricevuto dalla Natura alla Natura stessa.”

Grazie!

E CORPORE MEDENDO, dettaglio, ricamo su tela, 80x180cm, 2012

E CORPORE MEDENDO, dettaglio, ricamo su tela, 80x180cm, 2012

Grazie a te Ilaria!!! E per chi volesse approfondire la sua conoscenza può guardare il suo sito :

www.ilariamargutti.com

 

A venerdì prossimo con la rubrica la critica in sintesi! 3 domande a bruciapelo con un super ospite che scrive sul Corriere della Sera! Scrivetemi il vostro pensiero!

Smack!

Daniela.

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2 pensieri su “UN’ ARTISTA IN 5 GOCCE: 5 gocce di Ilaria Margutti

  1. Salve… mi disturbano quelle cosette che sul corpo si evidenziano e fuoriescono, chiaro auspicio a futuribili sparizioni (guarigioni)…ma mi disturbano….
    Problema mio…naturalmente!
    Ho provato altre volte a vedere opere così espressivamente esplicite/forti…. ma me ne andai dopo qualche minuto:
    da una performance di Body-Art,
    da una mostra di ritratti “orripilanti” …di donne tumefatte e seviziate….
    da fantocci di bimbi impiccati e via dicendo!
    Cerco altro… che tocchi le corde emozionali e/o il piacere di osservare.
    La tecnica di quest’artista è la cosa che più m’affascina… comunque.
    Ciao !

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