Un Progetto in tre parole: Progetto Iris | con Martina Cavallarin

Martina Cavallarin

Martina Cavallarin ph © Daniela Cavallo

 

Buongiorno a tutti Ragazzi!

Qualche settimana fa, mi son ritrovata alla Fabbrica del Vapore a seguire una conferenza organizzata dall’associazione d’arte contemporanea scatolabianca, all’interno del Progetto Iris.

Penso-  finalmente qualche progetto che affonda le radici nell’arte contemporanea che viene sostenuto dal Comune di Milano!E allora ho deciso di intervistare la curatrice e promotrice del progetto: Martina Cavallarin.

La Fabbrica del Vapore, Milano

La Fabbrica del Vapore, Milano

1) Buonasera Martina, può spiegare agli amici del Blog che cos’è il progetto IRIS?

MC: Il progetto Iris è un progetto di arte relazionale nato in un momento in cui “scatolabianca” stava un po’ cambiando la sua natura, quella cioè di un’associazione di promozione sociale molto mirata all’arte visiva (che resta senz’altro il nucleo centrale ed è la nostra predisposizione). Insomma noi veniamo dall’arte, però ci piace pensare che l’arte sia qualcosa che a sua volta genera anche il gesto artistico e che quindi possa essere spostata dall’artista reale anche a qualunque persona a cui applica tale gesto.

Un progetto di arte relazionale significa proprio questo: un’opera cha ha una sua indipendenza ma anche un’opera che ha bisogno, come dice Duchamp, dello spettatore che è proprio il coefficiente d’arte, cioè quel qualcuno che nel suo momento d’interferenza con l’opera possa cambiare la natura dell’opera e anche il suo modo di abitare il mondo.

Ci interessa il territorio, ci interessano le geografie, ci interessa la storia.

Il progetto Iris si basa su un percorso di Arte Memoria e Identità e ci piace la matrice rizomatica del progetto Iris: il nome viene proprio dall’ Iris che è un fiore che ha una radice che si chiama rizoma. È un tipo di radice che ha delle germinazioni che vanno verso l’alto, sono molto capillari e sono delle radici che producono un sistema: come nella società. Difatti Deleuze e  Guattari nell’affrontare dei problemi antropologici e sociali e anche di matrice economica hanno usato la metafora del rizoma per riferirsi alle forme di socialismo; al contrario, l’albero è una radice totalitaria e provoca il totalitarismo. Anche Èdouard Glissant, un signore martiricano che ha anche diretto un centro importante di arte contemporanea in Martinica, ha usato la metafora del rizoma mutuata da Deleuze e da Guattari per parlare di un concetto di sociale più germinante e partecipativo .

Iris si basa anche sul concetto di responsabilità che l’artista deve avere, sia che faccia arte relazionale sia che faccia arte intimista, il concetto di responsabilità non può non esistere se esiste un gesto artistico.

Questo progetto si basa su corsi, laboratori, conferenze e un diario perché questo è un percorso tutto documentato e archiviato attraverso immagini, racconti, manufatti per riprodurre e per produrre poi nel tempo, in modo “rizomatico”, altri sistemi e anche un inizio di un archivio che sarà una parte importante di “scatolabianca” perché ci interessa  A.M. I. ami: arte, memoria e identità.

Ingresso sala Laboratori Iris, Palazzina Liberty Fabbrica del Vapor

Ingresso sala Laboratori Iris, Palazzina Liberty, Fabbrica del Vapore, Milano

 

2) Mi sembra che ci sia il concetto di tempo sia in questi laboratori sia nelle tue parole…

MC: Non so se m’ interessa il concetto del tempo, mi interessa in realtà il tempo in senso diacronico e sincronico, nel senso che ogni tempo è contemporaneo se esiste qualcosa che ha un senso, motivo per cui ci interessa la memoria. La memoria condivisa, trasportata e tradotta nel presente può portare, attraverso la sua elaborazione e trasposizione, dei miglioramenti, delle altre possibilità; per questo penso che un’opera d’arte è sempre contemporanea, quando è opera d’arte.

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3)Può definirci con tre aggettivi gli artisti, in generale?

MC: Pe me l’artista contemporaneo, come l’ho definito anche in un libro di prossima pubblicazione, è l‘artista androgino, perché contiene l’uomo e la donna insieme, un concetto che ritroviamo nel Simposio di Platone e nel Seraphita dei Balzac laddove l’ androgino è il massimo delle specialità.

L’artista di oggi dev’essere androgino, deve avere uno sguardo prismatico, come la libellula, a 360 gradi e deve applicare la memoria e la conoscenza attraverso un dispositivo che è l’ossimoro agnettiano del dimenticare a memoria per poter essere genuino, non dico che debba avere un’idea perché forse le idee non ci sono più, ci sono le elaborazioni delle idee, ma deve avere un suo sguardo sul mondo.

L’artista androgino deve saper dimenticare la memoria per potersi rigenerare, deve avere un ossessione e saper tradurre quest’ossessione in un’opera potente e indipendente; e direi, come ultimo e fondamentale punto, deve saper coniugare il senso al bello.

Grazie Martina!

Noi ci vediamo giovedì prossimo conoscendo un nuovo e simpatico artista !

Scrivetemi cosa ne pensate di IRIS!

Grazie!

Daniela

 

 ph © Daniela Cavallo |Immagine Progetto Iris coordinata © Mirko Canesi

E se qualcuno fosse interessato al ciclo di conferenze eccovi qualche altra informazione :

Info e contatti:

PROGETTO IRIS Comune di Milano | scatolabianca 02.12.2013 | 17.01.2014 Fabbrica del Vapore

Via Procaccini 4
20154 Milano
Progetto di Martina Cavallarin
A cura di Martina Cavallarin e scatolabianca
Il Comune di Milano e l’Associazione di Promozione Sociale scatolabianca presentano
PROGETTO IRIS, un Festival dell’Arte e del Cittadino che si svolgerà alla Fabbrica del Vapore e nell’area di Milano – tra Corso Sempione, Via Cenisio, la Stazione di Porta Garibaldi, Via Legnano e la zona di Porta Genova- dal 2 dicembre 2013 al 17 gennaio 2014, legando le aree centrali e trafficate con le più periferiche e emarginate, le zone di educazione e i centri culturali con le aree d’incontro e aggregazione, scuole, associazioni di anziani, per espandere formazione e cultura tra gli strati degli abitanti sia dal punto di vista cronologico, giovani e adulti, che dal punto di vista relazionale e sociale.
Corsi, Laboratori e Conferenze animeranno le giornate dei milanesi con la finalità di congiungere e accrescere il tessuto vivo e pulsante della città attraverso l’arte e la cultura.

 

PROGETTO IRIS coinvolge 3 associazioni di promozione sociale e culturale milanesi di Arti Visive Contemporanee: scatolabianca, Connecting Cultures e Spazio Cabinet. La Fabbrica del Vapore sarà l’epicentro di una serie di azioni – da svolgersi nei suoi spazi interni alla Palazzina Liberty, in cui si esercitano laboratori, incontri, corsi – e spazi pubblici esterni di formazione e aggregazione quali scuole, giardini, associazioni e C.A.M. PROGETTO IRIS è un’iniziativa studiata per la città di Milano, un piano di lavoro che attraverso Arte, Memoria, Identità stabilisce interconnessioni Antropologiche, Culturali, Ambientali, rivolgendosi alle frange sensibili della popolazione come Giovani, Anziani e Organismi Educativi in Stato di Crescita. Per tutta la durata del Festival gli artisti, insieme ai cittadini che vorranno partecipare ed intervenire a incontri, corsi, laboratori, attueranno il loro progetto appassionante e sinergico.
Lo scopo è portare l’arte fuori dai luoghi espositivi, interconnetterla con il tessuto urbano e gli istituti di formazione. Educare i cittadini alla pratica artistica, agire sulla collettività e in armonia con lo spazio circostante che deve essere davvero proprietà di tutti. Mutare il modo di intendere la città, apportare senso e bellezza in tutti i luoghi del vivere, elevare il cittadino passivo al ruolo di cittadino responsabile. Il coinvolgimento è la chiave necessaria sia nel meccanismo di formazione dedicato ai più giovani che ai più anziani, che nell’atto del fare che apporta divertimento e curiosità, al contempo attiva il pensiero e migliora lo spazio che viviamo.

Tutti i corsi, i laboratori e le conferenze di PROGETTO IRIS sono ad ingresso gratuito.

SCATOLABIANCA | FABBRICA DEL VAPORE (PALAZZINA LIBERTY)

Associazioni coinvolte:

scatolabianca
Connecting Cultures
Spazio Cabinet
Coordinamento organizzativo:
Roberta Donato
Assistenti: Chiara Cortesi, Nicole Malizia
Coordinamento culturale e scientifico:
Gianni Moretti, Mirko Canesi
Assistenti: Luca De Angelis, Matteo Rudolf Di Gregorio, Elena Modorati, Maria Letizia Tega
Responsabile Centro documentazione:
Massimo Grossi, Silvia Mariotti
Assistente: Matteo Cremonesi
PR e Ufficio Stampa:
Roberta Donato
press@scatolabianca.com
(+39) 340 1197983

 

 

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2 pensieri su “Un Progetto in tre parole: Progetto Iris | con Martina Cavallarin

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